{"id":994,"date":"2010-09-01T11:55:39","date_gmt":"2010-09-01T09:55:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.melroseplace.it\/ratatouille\/?p=994"},"modified":"2023-01-03T15:26:31","modified_gmt":"2023-01-03T14:26:31","slug":"bonaccolario-culinario-e-non","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.melroseplace.it\/ratatouille\/bonaccolario-culinario-e-non\/","title":{"rendered":"Bonaccolario culinario e non"},"content":{"rendered":"\n<p>Decesi &#8220;<strong>Bonacchese<\/strong>&#8221; un linguaggio&nbsp;discorsivo scherzoso, un po\u2019 naif, tipico del \u201c<strong>Bonacco<\/strong>\u201d (vedi tra le prime voci) usato per consuetudine con gli amici ma spesso anche con clienti e fornitori. \u00c8 fatto di espressioni&nbsp;dialettali, toscanismi o vocaboli tipici del pistoiese&nbsp;ma anche no, termini&nbsp;arcaici o desueti, neologismi, contratture, storpiature e onomatopeie in ogni caso quasi sempre comprensibili (anche se non da tutti), usate per decontestualizzare e dissacrare, ma senza mai mancare di rispetto. Trovandole non di rado riciclate o citate, ci \u00e8 piacuto pensare alla creazione di questo piccolo \u201cBonaccolario\u201d!<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Bonaccolario ragionato della lingua &#8220;Bonacchese&#8221;, ovvero un po&#8217; di vo<em>h<\/em>abolario del Bonacchi.<\/h3>\n\n\n\n<p>Versione Beta (senza carotene) ultimo aggiornamento 03-01-2023<\/p>\n\n\n\n<p><strong>abbattuta<\/strong> = una battuta che vorrebbe essere spiritosa ma \u00e8 di una tale tristezza che sarebbe stato meglio &#8220;abbatterla&#8221; prima che uscisse. Un infanticidio della battuta, con dignitoso onore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>appr\u00e8stito<\/strong>&nbsp;= <em>a presto,<\/em> ma usato come saluto confidenziale intendendo: a presto rivedersi, a presto ricambiare la visita. A presto restituire quel piacere di incontrarsi che \u00e8 stato preso &#8220;a prestito&#8221;, come un bel libro, &nbsp;ed \u00e8 &#8220;obbligo&#8221; di restituire.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>arrivedergliela<\/strong>\u00a0= arriverderLa. Un &#8220;dare del Lei&#8221; rispettoso ma molto aformalizzato, usato solo con gli amici strettissimi, sia al maschile che al femminile, con evidente doppio senso, ma solo per casuali ascoltatori estranei con manifesta intrinseca perversione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>arrisentirgliela<\/strong> = come sopra, ma prettamente al femminile. Evocante giovanili esperienze, pu\u00f2 essere usato solo con le amiche pi\u00f9 strette, con evidente doppio senso come sopra. Il riferimento in realt\u00e0 \u00e8 ad una telefonata translata, dove la conversazione \u00e8 avvenuta di persona, anzich\u00e9 attraverso la Meucci-ca invenzione, e che prevederebbe il pi\u00f9 opportuno &#8220;a risentirla&#8221; dove il consunto &#8220;arrivederci&#8221; sarebbe evidentemente fuori luogo ed inappropriato. Dal momento che gli astanti non si \u00e8nno solo sentiti ma anche visti, &#8220;arrisentirgliela&#8221; transla l&#8217;apparente fuori luogo da inappropriato a Bonacchicamente appropriato ed auspicale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bonaccata&nbsp;<\/strong>= azione inutile o superflua tipica del Bonacco. (Di solito non dannosa e facilmente rimediabile). Conseguenza inevitabile del fare molte cose contemporaneamente, frutto di banale distrazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bonacchismo<\/strong>\u00a0=\u00a0Corrente filosofica, poco nota a causa della sua manifesta eccentricit\u00e0.\u00a0Rivendica ideali un po\u2019 arcaici ma categorici, non facilmente comprensibili a tutti, ma universalmente riconosciuti.<br \/>(Tra il serio ed il faceto, \u201cbonacchizzando\u201d il mondo&#8230; sembrer\u00f2 normale!).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bonacco<\/strong>&nbsp;= un solo Bonacchi, al singolare, intendendo per Bonacchi (plurale!) il Bonacco e suo figlio, ai pi\u00f9 noto come \u201cil Bonacchino\u201d. Il termine \u201cBonacco\u201d, ad onor del vero, \u00e8 stato coniato (credo&nbsp;fortuitamente) dal M\u00b0&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.danielrivera.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Daniel Rivera<\/a>, che qui amichevolmente ringrazio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bonaccolario<\/strong>&nbsp;= vocabolario&nbsp;<em>ipocrifo<\/em>&nbsp;della lingua bonacchese.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>bonas\u00e9ga<\/strong> = buona sera. Confidenziale assai, tra amici solo&nbsp;maschi (e\/o scapoli), usato come&nbsp;saluto&nbsp;serotino o tardo pomeridiano, sottintendendo la possibilit\u00e0&nbsp;di conludere con un <em>assolo<\/em> la&nbsp;salmodia del femminino assente (parafrasando, senza blasfemia, il ben noto:&nbsp;<em>tutti i Salmi finiscono in Gloria.<\/em>[qualora fosse Giulia, Elena, Michaela o Teresa andr\u00e0 bene ugualmente]).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>buh\u00f9ghrrro<\/strong>&nbsp;= burro, noto anche come <em>l'&#8221;ingrediente segreto&#8221;<\/em>&nbsp;che tutto rende pi\u00f9 buono. La sola pronuncia, se ben eseguita, evoca retrogusti estatici e polistirolo in aumento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ci \u00e8nno<\/strong>&nbsp;= Arcaico toscano per la terza persona del verbo essere, <strong><em>ci \u00e8nno<\/em><\/strong> (con l&#8217;accento volutamente espresso) in ispecie quando ripetuto, diventa in Bonacchese: rafforzativo-affermativo-assoluto.<br \/>\nEs.: &#8220;<em>Babbo, sono finite le patatine<\/em>&#8230;&#8221;. &#8220;<em>No no, guarda bene in dispensa: ci \u00e8nno, ci \u00e8nno<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>coNpRute<\/strong>&nbsp;con articolo:&nbsp;<strong>iccoNpRute<\/strong> = il computer, il calcolatore come si direbbe in italiano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>cuscino d&#8217;olio<\/strong>&nbsp;= un pochino, molto meno di un &#8220;letto d&#8217;olio&#8221;. Il rapporto di misure \u00e8 evidente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>crocch\u00ecni<\/strong> = piccoli cubetti di pane tostato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>equibollente<\/strong> =  &#8220;che bolle alla stessa temperatura&#8221;. Transla <em>equipollente<\/em> per i fluidi in cottura, ma \u00e8 spesso usato col significato di equivalente in tutti i sensi, anche per gli oggetti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>fac<\/strong> = fax (uno, al singolare).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>filme<\/strong> = singolare di <strong>film<\/strong>, italianizzando. <strong>Filmi<\/strong> per films, plurale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>gad\u00f2lio<\/strong> = wiskey o wisky. (Lo scozzese beve solo wisky scozzese, se non c&#8217;\u00e8  beve wisky irlandese, se non c&#8217;\u00e8&#8230; beve gasolio. Se non c&#8217;\u00e8 nemmeno il gasolio&#8230;  burbon americano).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>garba<\/strong> = piace (garbare = piacere, mi garba, mi piace, ma vale di pi\u00f9).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>giubba<\/strong> = giacca.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>gr\u00e0tisse<\/strong>&nbsp;= grazie.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>gr\u00f9nding<\/strong>\u00a0= goccio, &#8220;dammi un grunding di caff\u00e8&#8221;, meno di poco. Omofono con le tv a tubo catodico, che erano enormi, potrebbe creare confusione in chi deve servire.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>f\u00e0ndo<\/strong> = facendo. Lo sto fando, lo sto facendo or ora.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>gasse<\/strong> = gas.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>illustratissimo<\/strong> = illustrissimo, ma di pi\u00f9! Di un personaggio noto e rappresentato su pubblicazioni e sul web di cui sono disponibili molte immagini. Tante illustrazioni = tanto onore!<br \/> Es. &#8220;Illustratissimo Ma\u00e8stro, le porgo i miei dispetti&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>i miei dispetti<\/strong> = i miei rispetti. Saluto informale per onorevoli amici &#8220;graduati&#8221;, rispettoso e dispettoso al contempo, dissacratore dell&#8217;inutile perbenismo di convenzione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>intestino<\/strong>&nbsp;= destino. Usato nel saluto di congedo, insieme spesso con <em>apprestito<\/em>, &#8220;<em>vado al mio intestino<\/em>&#8221; evoca l&#8217;urgenza di andare (tipica talvolta di situazioni di pancia) ma al contempo anche la parte arcaica e sensitiva della mente che &#8220;programma&#8221; il proprio destino &#8220;di pancia&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ip\u00f2crifo<\/strong>&nbsp;= \u00e8 un misto di <em>apocrifo<\/em> e <em>ipocrita<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00ec<\/strong>&nbsp;= s\u00ec, in modo <em>affermativo<\/em>&#8211;<em>propositivo<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>letto d&#8217;olio<\/strong> = il fondo del recipiente coperto d&#8217;olio per un paio di millimetri.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>mi arraccomando<\/strong> = mi raccomando, ma con molta passione. Il raddoppio della &#8220;r&#8221; \u00e8 rafforzativo, l&#8217;alfa non \u00e8 privaitva, \u00e8 &#8220;imperativa-arrendevole&#8221;: mi raccomando di fare cos\u00ec, ma se non lo fate cos\u00ec <strong><em>a comando<\/em><\/strong>, allora&nbsp;<strong><em>mi-ar<\/em>r<\/strong>endo, &#8216;zzi vostri.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>molto benissimo<\/strong> = superlativo rafforzato&#8230; un superlativo&nbsp;<em>pi\u00f9 che assoluto<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>polistirolo<\/strong>&nbsp;= colesterolo, quando usato solo in conversazioni culinarie e\/o bonacchiche ricette.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>prostituta<\/strong>&nbsp;= sostituta. Usabile anche al maschile, nel contesto della frase non risulter\u00e0 volgare. La ragazza che stira \u00e8 in vacanza, verr\u00e0 la prostituta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>reumo<\/strong>&nbsp;= euro, pl. reumi. Il dolore dello spendere di euri propri.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>rigovernare<\/strong> = gestire. Usato per la gestione, esperta, di oggetti o materie. Il riferimento \u00e8 alla cura ed attenzione con cui si rigovernano le stoviglie ma translata. es. &#8220;Guarda che bel giardino! O chi te lo rigoverna?&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>rumata<\/strong> = una girata con il mestolo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>rummata<\/strong> = una sfumata di ruhm.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>scogliogno<\/strong> = scalogno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sindrome&nbsp;<\/strong><em><strong>Priestly<\/strong><\/em> = quando in una circostanza qualsiasi ti prende la irrinunciabile voglia di tornare a casa, con la medesima imperativa intenzione di <em>Miranda&nbsp;Priestly<\/em> nel film <em>The Devil Wears Prada: &#8220;voglio&nbsp;tornare&nbsp;a&nbsp;casa&nbsp;mia!&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>stancuccio<\/strong> = stracchino. Si origina dall&#8217;essere &#8220;stracco&#8221; ma non troppo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>strabiocco<\/strong> = molta stanchezza (sono stracco) ed un certo &#8220;abbiocco&#8221;. Uniti insieme!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>soffrire<\/strong>&nbsp;= soffriggere, con una certa energia ma senza che gli ingredienti abbiano troppo calore.<br \/>Viene pi\u00f9 spesso usato al posto di <strong>offrire<\/strong>, ad esempio al bar, al ristorante: <em>soffro io<\/em>,  comprendendo nella generosit\u00e0 anche la sofferenza di portafoglio!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>sudare<\/strong>&nbsp;= \u00e8 quasi un soffritto, ma pi\u00f9 leggero, il gasse deve essere basso basso, si aggiunge un pochina di acqua perch\u00e9 la temperatura non superi i 100\u00b0, porro, cipolla, scalogno che sia sembra quasi che &#8220;sudino&#8221; invece di soffrire (leggi soffriggere).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>rose di Marino<\/strong>&nbsp;= rosmarino (<em>ramerino<\/em> in toscana).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ssssiampagne<\/strong> = champagne. Quella roba che si beve volenieri, tendenzialmente francese e possibilmente alla giusta temperatura.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ssssiampagnino<\/strong> = champagne, ma pi\u00f9 modesto di valore. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>stenterello<\/strong> = fare <em>stenterello<\/em>, con riferimento alla maschera ma con significato di dover stendere&nbsp;una lavatrice di panni e farlo stentando in modo quasi comico (fa parte delle mansioni proprie del <em>disperate babbi house<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>molto benissimo<\/strong>&nbsp;= Pi\u00f9 che bene, ma di pi\u00f9! (Non propriamente corretto ma decisamente rafforzativo assoluto).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>mangialla<\/strong> = mangiarla.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>polistirolo<\/strong> = leggi &#8220;colesterolo&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vezi&#8217;olio<\/strong> = olio d&#8217;oliva, olio di olivae, olio fatto con olive vere e nostrane. Olio!. Me ne procura a sufficienza il Dr. &#8230; Vezio, anche se ad onor del vero a novembre ricevo in omaggio estratti di frangiture freschissime anche da Catia, Carmine, Ugo ed altri amici agrofili.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>volendol\u00f2n<\/strong> = volendo, volendolo &nbsp;noi, ma con una certa convinzione.<\/p>\n<p class=\"facebook\"><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/share.php?u=https:\/\/www.melroseplace.it\/ratatouille\/bonaccolario-culinario-e-non\/\" target=\"_blank\" title=\"Share on Facebook\">Share on Facebook<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Decesi &#8220;Bonacchese&#8221; un linguaggio discorsivo scherzoso, un po\u2019 naif, tipico del \u201cBonacco\u201d (vedi tra le prime voci&#8230;) usato per consuetudine con gli amici ma spesso anche con i clienti. \u00c8 fatto di espressioni dialettali, toscanismi o vocaboli tipici del pistoiese ma anche no, composto da termini arcaici oramai desueti o inventati, contratture, storpiature e onomatopeie in ogni caso quasi sempre comprensibili, usate spesso per decontestualizzare e dissacrare ma senza mancare di rispetto. 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