In pentola a pressione si mette a rosolare uno o due spicchi di aglio (quando c’è fresco io lo preferisco) ed un cipolletto bianco tagliato fino, la cipolla non deve palesarsi assolutamente.

Aggiungete a soffrire un po’ qualche patata bianca, in proporzione: cavolfiore 70% patate 30% ma anche 75/25, la patata non si deve sentire.

Pulite il cavolfiore togliendo le foglie e spezzettatelo grossolanamente. Si può mettere qualche anima di gambetto, il cuoricino che insaporisce, tenendo conto che non deve lasciare filamenti quando poi lo frulleremo.

Aggiungere (se gradito) mezzo dado dedadizzato, un pizzico di sale grosso e chiudere la pentola.

Cottura: 15/20 minuti dal fischio, ma chi cucina lo sa, ad un certo punto la pentola “chiama” e si sente l’odore giusto e che ci dice “son cotto”.

Passare finemente o cremare col frullatore ad immersione aggiungendo del tartufo, o in mancanza di questo prezioso tubero utilizzare dell’ottimo burro tartufato, non facilissimo da trovare “buono”, ma in giro  ce n’è. Se non è buono sa di rancido e poco di tartufo, e invece di impreziosire guasta il piatto.

Servire con Vezi’olio a crudo e pepe bianco macinato sul momento.

Si può completare con qualche baffetto di speck croccante passandolo in padella.