omelette, omelet

In pratica è una frittatina arrotolata, ma… ma…

Per renderla soffice ed irresistibile servono, secondo me, il  latte con l’uovo ed il burro nella cottura.

In un ciòtolo scocciare un uovo, fresco anche meglio freschissimo, un pizzico di sale, noce moscata (se gradita), tanto latte quanto è l’uovo.

In un padellino mettere una nocciola di burro e un filo d’olio (Vezi’olio, mi raccomando).

Appena l’olio burroso è in temperatura (non far sfriggolare il burro che poi sennò fa male!) versare l’uovo ben sbattuto, alzare il gasse per far rapprendere un poco, sollevare delicatamente i bordi per far sbordare sotto l’uovo crudo, poi abbassare il gas, coprire, togliere dal fuoco, rimettere sul fuoco, insomma, accudire l’omelette, guardare, rimettere sul gasse a prendere calore, ricoprire. Si potrebbe volendo anche girarla, ma non è necessario, anzi!

Fondamentale: l’uovo non deve “cuocere” ma solo rapprendere.

Quando la consistenza è giusta, allora guarnire a piacere:

– una fetta di emmenthal ed un pizzico di erba cipollina

– una grattata di Parmigiano

– bresaola e rucola

– prEsciutto di Braga e mozzarella

– quel che avete a disposizione… purché leghi di sapore!!

Avvolgere delicatamente la “frittatina guarnita” e far prendere appena appena di colore da ambo i lati.

Servire calda con contorni di verdure a piacere ma adatte (un mi ci mettete i cratui, per capirsi), ma anche solitaria va bene.

Al gusto deve risultare soffice, gustosa ma delicata, appena cremosa, come dire: emozionante.

Accompagnare con pane caldo, o pane anche di ieri ma appena appena tostato.

E buon appetito, piatto pulito!